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Intervento integrato: Psicoterapia – farmacoterapia e tutoring psicosociale


Dalla Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale,
all’intervento Psichiatrico e Psico-farmacologico,
al Tutoring Psicosociale domiciliare.

Intervento integrato e di rete tra le varie figure professionali:

Tutoring a domicilio, con la collaborazione di: dott. Nicosì – Psicologo; d.ssa Carla Iacono – Psicologa.

Farmacoterapia, con la collaborazione di: d.ssa Chiara Insacco – Psichiatra; dott. Salvatore Di Pasquale – Psichiatra.

 

L’Intervento Integrato può essere definito un metodo triadico poiché comprende le seguenti fasi: diagnosi, trattamento e intervento psico-sociale. L’intervento è svolto in rete, con l’obiettivo di valutare le problematiche e i vincoli della persona, nonché le risorse del paziente, attuando così una valutazione psichiatrica e psicopatologica.

Lo step iniziale consiste nella valutazione psicologica di orientamento cognitivo-comportamentale, nonché Psichiatrica, allo scopo di valutare l’utilità del coping farmacologico a breve e a lungo termine oppure di programmare una adeguata riduzione delle dosi dei farmaci in funzione dei miglioramenti goduti dal paziente, a seguito dell’intervento di psicoterapia e di tutoring psico-sociale.

 

Tutoring psico-sociale

Il concetto di tutoring , in letteratura, viene generalmente chiamato in causa in ambito didattico.

Esso consiste in una figura di supporto, il tutor appunto, che aiuta gli studenti a colmare le lacune riguardanti diverse materie scolastiche o accademiche: il tutor può essere un docente o un assistente dello stesso o persino uno studente (peer tutoring). In ambito scolastico e lavorativo, il tutor può rappresentare una figura che aiuta nell’orientamento e nell’inserimento dei soggetti.

Nel micro-protocollo di intervento, la figura del tutor viene concepita come guida/supervisore che collabora attivamente con il soggetto per il raggiungimento di obiettivi a breve-medio-lungo termine, fissati dal paziente in accordo con il terapeuta ed il tutor.

Tale attività di tutoring rinforza e facilità cambiamenti comportamentali e dello stile di vita, quali progetti condivisi durante le sedute di Psicoterapia. Si ottiene cioè che dalla consapevolezza dei limiti e vincoli si passa all’azione comportamentale, potendo sfruttare tutte le risorse individuali, familiari e sociali mediante l’intervento del tutor.

In alcuni casi il tutoring rappresenta anche una forma di case management, per favorire le più adeguate forme di re-inserimento assistito a domicilio, per cui il tutor diventa un attivatore di risorse di rete ed individua, con la Supervisione dello Psicoterapeuta, soggetti pubblici e privati, associazioni culturali, sportive, artiche, ricreative, dove inserire il paziente, allo scopo di svolgere specifiche attività che lo coinvolgono.

Obiettivo generale è il raggiungimento di uno stato di benessere globale dell’individuo, valutato su sei ambiti esistenziali (Tizza 2011):

1. Relazioni sociali
2. Relazioni familiari
3. Relazione romantica
4. Attività ludico-ricreative
5. Ambito lavorativo
6. Ambito progettuale

I livelli base di tali ambiti sono valutati prima di effettuare l’intervento e, successivamente, ogni tre mesi circa, per fornire un feedback sia al paziente che a gli altri soggetti coinvolti (terapeuta, tutor, psichiatra ecc.) sulle opportune strategie da mettere in atto.

Durante la fase iniziale, il tutor riveste il ruolo di osservatore e sotto la guida del terapeuta può cogliere alcune dinamiche comportamentali/relazionali, agite negli ambienti quotidiani (casa, lavoro, spazi ricreativi), emerse nelle sedute di terapia.

Inoltre, cerca di motivare ed incentivare la persona al compimento degli homework assegnati dal terapeuta, accompagnandola anche letteralmente, nei primi passi di un re-inserimento sociale (iscriversi in palestra, frequentare un gruppo, compiere un’attività per la prima volta).

In una seconda fase il tutor supervisiona, “tutored” con cadenza settimanale-quindicinale, rilevando eventuali difficoltà o resistenze e risorse , sia personali sia legate al contesto di vita del soggetto (famiglia, amici ecc.). In questa fase e nelle altre fasi, il tutor effettua un “lavoro di rete” con lo psicoterapeuta, lo psichiatra e il paziente aiutando quest’ ultimo ad ampliare o a creare la propria rete sociale.

Conclusa questa fase il tutor, con incontri via via diluiti nel tempo (1 incontro al mese o ogni due mesi), verifica con il paziente gli obiettivi raggiunti e lo supporta nella pianificazione di nuovi.

Oltre a quanto già detto sopra il tutor si pone come figura di riferimento per il paziente, contenendo eventuali situazioni critiche e aiutandolo a rielaborare eventuali pensieri catastrofici, idee irrazionali o vissuti frustranti tra una seduta e l’altra di psicoterapia.

Training edonico.

Con l’utilizzo del questionario QRR- SE (Tizza G. 2011) e sulla base di un originale intervento di training edonico il tutor guida il paziente nell’individuazione di alcune attività piacevoli: sport, hobby, passioni; lo supporta nell’avvicinarsi a nuove attività mai praticate o verifica i progressi in quelle già intraprese, aiutandolo eventualmente ad “aggiustare il tiro” o a ri-pianificare il tempo libero in maniera costruttiva e gratificante.